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Malamovida. Non facciamo di ogni erba un fascio

24 Maggio 2022
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  • News
  • Ufficio stampa

Malamovida. Non facciamo di ogni erba un fascio

“La posizione dei gestori che seguono le regole: “ Siamo disponibili a un confronto costruttivo”

 

Siamo gestori di 5 locali in San Salvario e in piazza Santa Giulia e intendiamo fare la nostra parte, anche associandoci, perché il problema della malamovida è un danno gravissimo per noi imprenditori che rispettiamo le regole. Abbiamo cercato e ottenuto un incontro in Comune e adesso speriamo di poter proseguire un confronto costruttivo per poter giungere al più presto a soluzioni condivise.

Nei nostri locali ospitiamo circa 7.000 clienti ogni fine settimana e 5.500 durante i giorni feriali. La nostra clientela è composta in gran maggioranza (70/80%) da studenti, da donne (65%), gli stranieri sono circa il 25%. Sappiamo tutti che con la fine dell’emergenza sanitaria e con Eurovision questi numeri sono destinati ad aumentare.

Diamo lavoro direttamente o indirettamente a più di 130 persone. Ci facciamo carico di un servizio per la sicurezza nei nostri locali e della pulizia delle zone anche limitrofe alle nostre strutture.

Riteniamo di occupare uno spazio d’interesse per la città, non solo dal punto di vista dell’intrattenimento, ma anche economico e occupazionale.

Ma viviamo nell’incertezza. Per questo siamo stati noi a cercare con tutte le nostre forze l’incontro con la pubblica amministrazione per proporre, capire come muoverci e che provvedimenti prendere.

Il nostro rapporto con le forze dell’ordine è di scambio e confronto diretto. Ci confrontiamo con i referenti di zona, della polizia Municipale e dei Carabinieri per capire se le misure che mettiamo in atto possono essere utili a ridurre il disagio del vicinato (vedi riduzione dei dehor, comunicazione con gli abitanti della zona, aumento del personale esterno, addetti alla pulizia, controlli covid).

Vista la nostra situazione ed i nostri numeri siamo le attività più controllate e sanzionate, ma nello stesso tempo siamo quelle che in questo periodo hanno messo in pratica la maggior parte di iniziative per il controllo degli avventori.

Facciamo presente che non possiamo assumerci la responsabilità del comportamento degli avventori anche quando sono fuori dall’area di competenza del locale (dehor + 30 metri in piedi). Il divieto di somministrare per asporto dopo le 21, ci ha privato della possibilità di controllare o intervenire sulle persone che sono nelle vicinanze dei nostri locali. Fino a prima del decreto che blocca l’orario, il nostro personale di sicurezza poteva intervenire, facendo leva sul fatto che essendo stato acquistato il drink da noi, eravamo responsabili della condotta dei clienti.  Mentre ora non possiamo intervenire su persone che si trovano in una via pubblica a bere delle bottiglie acquistate al supermercato o da altri rivenditori.

Inoltre, non sappiamo se il nostro pubblico straniero, soprattutto durante Eurovision, riuscirà a capire le restrizioni imposte, visto che nel resto d’Europa queste non sono in vigore (vedi l’impossibilita di bere in piedi nelle vicinanze del locale, dopo le 21.00).

Vista la situazione, non ci sono soluzioni semplici a problemi chiaramente complessi. I soggetti coinvolti devono parlarsi per trovare soluzioni condivise che tutelino gli interessi di tutti.

Massimo Casarella (Rough, Via Principe Tommaso), Michele Proclamato (Rough, santa Giulia), Fabio Conte (Abbracciamoci, via Reggio), Mauro Furia (La Tipografia, piazza santa Giulia), Massimiliano Marello (Le panche, Via Reggio)

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