
CAR-T, in Piemonte tre i Centri autorizzati e uno in arrivo.
Fa tappa a Torino la campagna itinerante e online
promossa da AIL per esplorare la grande innovazione
che sta cambiando il trattamento dei tumori
Offrire percorsi informativi a pazienti ematologici e familiari e favorire il confronto tra pazienti, specialisti e Istituzioni: sono gli obiettivi di CAR-T – Destinazione futuro. Arriva a Torino, dopo Firenze, la campagna itinerante e online promossa da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma con il supporto non condizionante di Celgene (ora parte di Bristol Myers Squibb), Janssen e Novartis.
Un vero e proprio “viaggio nel futuro” della lotta ai tumori, che fa leva su una landing page dedicata
sul sito AIL, con la mappa aggiornata dei Centri autorizzati alla somministrazione delle CAR-T, eventi organizzati nei capoluoghi di Regioni che ospitano i Centri abilitati e un video-racconto orale,
che narra il percorso di scoperta delle CAR-T, dalle prime intuizioni alla pratica clinica.
Una campagna “in progress” che proseguirà per tutto il 2022 e sarà aggiornata in relazione alle continue novità che arrivano dal fronte della ricerca, delle autorizzazioni dell’AIFA e delle esperienze cliniche.
www.ail.it
Torino, 8 aprile 2022 – Quattro i Centri autorizzati alla somministrazione delle CAR-T: due a Torino, l’AOU Città della Salute e della Scienza per l’adulto e l’Ospedale Regina Margherita per il bambino, uno presso l’Azienda Ospedaliera di Alessandria, e infine il Centro dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo che ha da poco ottenuto l’autorizzazione dalla Regione e sarà attivato entro giugno. La partecipazione di specialisti e ricercatori allo sviluppo e alla sperimentazione delle terapie. La sezione AIL di Torino, che supporta il percorso di cura dei pazienti e dei loro familiari e collabora con i Centri per monitorare l’efficacia dei trattamenti e supportare la ricerca.
Sono alcuni fattori che collocano il Piemonte all’avanguardia sul fronte delle CAR-T, le cure che ingegnerizzano i linfociti T per aiutarli a combattere i tumori e che rappresentano la grande speranza nel trattamento delle malattie oncologiche e oncoematologiche.
Quattro quelle già approvate a livello europeo, altrettante in dirittura di arrivo, con tassi di remissione completa fino all’82% per la Leucemia Linfoblastica Acuta, il tumore più frequente in età pediatrica, tra il 40 e oltre il 50% per due Linfomi non-Hodgkin molto aggressivi (Linfoma diffuso a grandi cellule B e Linfoma primitivo del mediastino), una risposta completa nel 67% dei pazienti con Linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario e un importante miglioramento della sopravvivenza (2 anni per il 51% dei pazienti) nel Mieloma. Attualmente queste terapie vengono studiate anche per l’impiego contro altre malattie ematologiche e i tumori solidi.
Le CAR-T sono una speranza sempre più concreta per quei malati che non rispondono alle terapie convenzionali, ma sollevano anche interrogativi su aspetti quali sicurezza, organizzazione, costi e modalità di accesso. Quali sono gli effettivi benefici delle CAR-T? Quali forme di tumore possono curare? Quali sono i pazienti che possono beneficiarne? Dove vengono somministrate? Come vengono gestiti gli effetti collaterali? E come renderle sostenibili per il Servizio Sanitario, alla luce dei loro costi?
Il “laboratorio piemontese” è il punto di osservazione ottimale per rispondere a queste domande e per questo motivo giunge a Torino, dopo la tappa di Firenze, CAR-T – Destinazione futuro, campagna itinerante e online promossa da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma e realizzata con il supporto non condizionante di Celgene (ora parte di Bristol Myers Squibb), Janssen e Novartis: un vero e proprio “viaggio nel futuro” della lotta ai tumori, al quale sono invitati a partecipare pazienti, familiari, medici e Istituzioni, articolato in eventi sul territorio e attività digitali finalizzate ad accrescere l’informazione, misurare le aspettative, far emergere bisogni e criticità.
«L’impiego delle CAR-T e i risultati importantissimi fin qui ottenuti in alcuni tumori del sangue e in pazienti che non avevano più alcuna possibilità terapeutica, ha aperto uno scenario che solo alcuni anni fa era davvero impensabile e ha innescato una frenetica ricerca di informazioni da parte dei malati e delle loro famiglie – afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL – era preciso dovere di AIL mettere a disposizione di pazienti e familiari tutte le informazioni nel modo più esaustivo e corretto possibile. Lo abbiamo fatto con il progetto “CAR-T – Destinazione futuro”, campagna itinerante partita nel 2021 che adesso ha ripreso il suo viaggio per tutto il 2022. Riteniamo utile continuare ad informare i pazienti ematologici e gli operatori sanitari su questa nuova frontiera della medicina che, siamo convinti, aprirà nuovi orizzonti terapeutici per alcuni tumori del sangue».
Le attività della campagna prevedono una landing page dedicata all’interno del sito dell’AIL (www.ail.it) con tutte le più importanti informazioni relative alle terapie CAR-T, insieme a una mappa dei Centri autorizzati alla somministrazione. I capoluoghi regionali dove sono attivi Centri abilitati alla somministrazione ospitano eventi che coinvolgono specialisti, pazienti, caregiver, i volontari AIL e i media per fare il punto sullo stato dell’arte sulla terapia CAR-T, le criticità nella Regione, le aspettative e le domande dei pazienti. Le attività di informazione sono arricchite da un video-racconto orale, disponibile sulla landing page di campagna, nel quale Andrea Grignolio, Docente di Storia della Medicina e Bioetica dell’Università San Raffaele di Milano – CNR Ethics narra il percorso di scoperta che ha portato a questo approccio rivoluzionario nel trattamento dei tumori.
Le CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T cell therapies), sono la nuova frontiera della medicina personalizzata nel campo dei tumori e rappresentano un’opzione terapeutica in quei pazienti nei quali le precedenti strategie terapeutiche standard (chemioterapia e trapianto di cellule staminali emopoietiche) hanno fallito: i linfociti T prelevati dal sangue del paziente, vengono “armati” in modo tale da esprimere sulla loro superficie il recettore CAR che li aiuta a riconoscere le cellule maligne e ucciderle, per poi essere reinfuse nel paziente stesso.
«Le CAR-T sono terapie costituite da linfociti T prelevati dal sangue del paziente e inviati ai siti di produzione dove vengono modificati geneticamente per esprimere un recettore chimerico chiamato CAR in grado di riconoscere e colpire specificamente cellule tumorali che esprimono in superficie una precisa molecola (CD19), una volta ingegnerizzati i linfociti vengono reinfusi nel paziente stesso – spiega Alessandro Busca, Direttore Programma Trapianto, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Direttore SSD Centro Trapianto di Cellule Staminali, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – la peculiarità del meccanismo d’azione delle CAR-T consiste nell’essere terapie mirate, precise e altamente personalizzate, primo perché colpiscono uno specifico marcatore, e solo quello, secondo perché sono prodotte con i linfociti del singolo paziente. Le CAR-T sono un trattamento di precisione che utilizzano le difese immunitarie del paziente affinché siano in grado di aggredire le cellule maligne. Queste terapie possono essere somministrate solo in Centri ad alta specializzazione e sono riservate a pazienti con specifici requisiti».
Le CAR-T si sono rivelate efficaci per alcuni tumori del sangue che non rispondono più alle terapie convenzionali. «I tumori ematologici nei quali utilizziamo attualmente queste cellule sono i Linfomi e le Leucemie Linfoblastiche Acute che si sviluppano dai linfociti B, entrambe sono malattie linfoproliferative – sottolinea Dario Ferrero, Professore Associato di Ematologia, Università degli Studi di Torino, Responsabile f.f. Divisione di Ematologia Universitaria, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – i risultati al momento sono molto promettenti nel contesto della Leucemia Linfoblastica Acuta del bambino e del giovane adulto, fino all’età di 25 anni e sono molto promettenti anche nei Linfomi in pazienti fino all’età di 70 anni. Nel Mieloma Multiplo sono stati completati diversi studi che hanno dimostrato buoni risultati in termini di risposte sebbene ancora incerti sulla durata a lungo termine con le terapie CAR-T contro la malattia».
Molto resta ancora da capire e da studiare rispetto alla sicurezza e all’efficacia di queste cure, il cui utilizzo è associato al rischio di eventi talvolta gravi, la sindrome da rilascio di citochine, che è provocata da un’eccessiva risposta immunitaria dovuta all’infusione dei linfociti T modificati. Inoltre, può verificarsi la riduzione dei linfociti B e degli anticorpi e la persistenza di citopenia tardiva. Alle criticità acute si può rimediare con un buon impianto organizzativo e formativo e con lo stretto contatto con le terapie intensive. Le criticità di tipo cronico devono avvalersi di un buon team di patologia che faccia leva su ematologi dedicati. Per questo le terapie CAR-T possono essere somministrate in un numero limitato di Centri di ematologia e oncoematologia, pediatrica e per adulti, ad alta specializzazione per il trattamento delle Leucemie e dei Linfomi, con specifici requisiti (tra cui la disponibilità di accesso alla terapia intensiva, la certificazione del Centro Nazionale Trapianti in accordo con le Direttive UE, l’accreditamento JACIE 7.0 per il trapianto allogenico; la presenza di un Centro di aferesi e di un laboratorio per la criopreservazione e un team multidisciplinare).
«Quello che porta le CAR-T dal laboratorio al letto del malato è un percorso articolato e la somministrazione di queste terapie è molto delicata tant’è vero che deve avvalersi di un Centro Trapianto allogenico – dice Roberto Freilone, Direttore Struttura Complessa di Ematologia, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – il paziente selezionato deve rispondere a precisi requisiti e caratteristiche, il processo di produzione delle CAR-T richiede 3-4 settimane e il paziente candidato viene ricoverato prima della reinfusione per 2 settimane e altrettante rimane in osservazione per monitorare eventuali effetti collaterali e l’efficacia della terapia. Stiamo parlando di terapie altamente personalizzate che aumentano favorevolmente la prognosi di alcuni tumori e che ci permetteranno di allontanarci sempre di più dalla chemioterapia tradizionale. Siamo in una fase estremamente espansiva di controllo immunologico e molecolare con miglioramento dell’aspettativa di vita e di guarigione».
I tumori ematologici, Leucemie e Linfomi, sono quelli globalmente più frequenti in età pediatrica, dagli 0 a 18 anni, la Leucemia Linfoblastica Acuta è la forma più comune. Le prime sperimentazioni cliniche e le prime evidenze scientifiche sulle CAR-T si sono avute proprio sui tumori del sangue pediatrici, e nello specifico la Leucemia Linfoblastica Acuta dei bambini.
«La pratica clinica conferma e amplifica i risultati ottenuti. In altre parole, il primo lavoro che ha cambiato anche le probabilità di guarigione dei nostri bambini con leucemia linfoblastica acuta refrattaria o resistente, è stato pubblicato a febbraio 2018 sul New England Journal of Medicine dove si descrivevano i risultati del protocollo ELIANA, derivato dal nome della prima ragazzina che è stata trattata con le CAR-T e che oggi è guarita. In questo studio sono stati trattati 75 pazienti, di cui il 61% sottoposto a trapianto allogenico di cellule staminali e recidivati post-trapianto, con una percentuale di risposta superiore all’80% – dichiara Franca Fagioli, Direttore Struttura Complessa di Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – la terapia CAR-T è indubbiamente una nuova strategia terapeutica rivoluzionaria nel trattamento di pazienti con patologie ematologiche aggressive non responsive o recidivate alle terapie di prima e seconda linea e pertanto privi di alternative terapeutiche. Pertanto, seppur gravato da rischi e tossicità non trascurabili, rappresenta un trattamento con indiscusse grandi potenzialità. Un altro campo di applicazione in fase di studio è nei tumori solidi, con prospettive promettenti sia per adulti che nei bambini».
Enorme l’impegno e il lavoro della sezione AIL di Torino, al servizio della comunità ematologica del territorio da 32 anni, che con oltre 200 volontari si occupa di sostenere in particolare i più vulnerabili tra cui i pazienti trattati con CAR-T, ma da sempre sostiene anche la ricerca scientifica sui tumori del sangue.
La campagna promossa dall’AIL proseguirà per tutto il 2022, sarà una iniziativa in progress: le informazioni veicolate attraverso il sito e negli eventi saranno aggiornate in relazione alle novità che arriveranno dal fronte della ricerca, delle autorizzazioni dell’AIFA e delle esperienze cliniche.